UN GAIJIN IN GIAPPONE di MARCO " Frullo" FRULLANTI
Questa è la prima collaborazione che ho con la casa Editrice @Nativi Digitali Edizioni, e neppure a farlo apposta il libro che ho scelto è stato scritto dal Direttore editoriale, speriamo che non se la prenda per i miei commenti, quindi come diciamo qui in Spagna " Allá vamos "
Rieccomi per una nuova recensione, questa volta per me non è una cosa facile, questo libro non fa parte del genere letterario che leggo abitualmente, ma devo dire che da ogni lettura si impara qualcosa.
Sono decisamente più grande ( voi direste vecchia, ma a me è un termine che non piace affatto, tranne quando devo usarlo in modo non troppo lusinghiero) dell'autore, sono cresciuta con i cartoni animati di Candy Candy e Lady Oscar, e solo dopo aver letto "Un Gaijin in Giappone" ho scoperto cosa sono gli Anime e i Manga , e di essere cresciuta con loro, e chi se lo immaginava?
Questo libro è stato una sorpresa, non era proprio quello che mi aspettavo, ma ammetto che è stata una lettura piacevole, a tratti mi ha fatto anche scappare qualche risata.
E' stato scritto nel 2014 per cui certamente alcune cose saranno cambiate, ma dato che non sono mai stata in Giappone, e non credo che ci andrò a breve, per me non fa molta differenza, forse invece per chi ci è stato di recente si, ma siete avvisati, per cui non ve ne lamenterete troppo.
E' scritto come un diario di viaggio, si comincia dal giorno uno, quello della partenza ( ho volutamente ignorato la prefazione e la preparazione al viaggio, perchè ve la potete leggere da soli, nella mia recensione faccio un breve excursus su tutto il libro, e per dire la verità non sono nemmeno certa che le mie recensioni si possano chiamare cosí, non sono come quelle che si leggono normalmente. Io mi soffermo sulle sensazioni e impressioni che mi lasciano i libri che leggo, più che raccontare come fanno quelli bravi, tutta la trama nei minimi dettagli, ogni singolo personaggio, dare una votazione, ed analizzare la forma in cui è stato scritto, a meno che non sia proprio scritto da cani, io tutta questa parte la salto allegramente) e si finisce con il quattordicesimo ed ultimo giorno, quello della partenza e del rientro in Italia.
In questo simpatico diario di viaggio, ho capito che il Giappone, almeno visto dalla prospettiva di Marco, è molto per quelli che qui in Spagna si chiamano friki, o da noi in Italia si definiscono Nerds dalla stessa parola inglese, insomma appassionati di videogiochi e fumetti Manga, ma che non necessariamente devono essere dei quindicenni.
Dalle descrizioni che Marco ( mi perdonerà l'autore se parlo di lui come se fosse un mio amico) fa circa il paesaggio che vede nei vari spostamenti da una città ad un'altra, mi assale un po' di tristezza, non per me ma per i giapponesi che vivono in un posto ricoperto dal cemento, dove praticamente non c'è spazio per niente altro che enormi blocchi di cemento, super mega centri commerciali e macchinette per la vendita di qualunque genere si stia cercando, dalle bibite alle mutandine usate ( questa cosa, confesso che mi ha scioccata).
Tutti sappiamo che i giapponesi sono dei lavoratori indefessi, e questo libro lo conferma, come anche conferma il fatto che i poveri giapponesi, quando non lavorano, bevono come delle spugne ( ecco questa cosa speravo che fosse un mito metropolitano, ma pare di no) .
Se già non ero molto motivata a farmi tante ore di volo per raggiungere la Terra del Sol Levante, devo dire che la lettura di questo diario di viaggio, me l'ha fatta passare completamente.
Resta sempre la parte che mi attira tanto oggi come dieci anni fa, della antica cultura giapponese, ma per quella mi basta leggere dei libri,e vedere documentari.
Se ancora avessi avuto qualche dubbio, da quel che ho letto, la loro società è ancora più maschilista che da noi, quindi benvenuto progresso! mi viene da dire.
Comunque sia, è stata una lettura che mi ha fatto capire qualcosina di più di un popolo così lontano sia fisicamente che culturalmente da noi, con tradizioni antiche molto diverse dalle nostre, e ha confermato un convincimento che avevo, e cioè che i popoli isolani, proprio per la loro situazione di "Isolati", sono realmente tanto diverso da tutti gli altri popoli.
Se dopo queste mie parole, siete ancora nello spirito "Giapponese", e spero di si, leggete questo libro, vi divertirete e forse vi verrà il desiderio di fare un viaggetto da quelle parti.
Amo il Giappone fin da quando sono ragazzina
RispondiEliminaSono cresciuta anche io con manga e anime e sentire queste cose mi fa venire nostalgia
Siamo cresciute con gli stessi cartoni animati
RispondiEliminaSembra carino poi mi piace la struttura narrativa scelta.
RispondiEliminaAmo il Giappone e l'Asia orientale, questo mi ha addirittura portata a intraprendere una carriera universitaria e lavorativa che avesse a che fare con questo mondo, per cui sono molto incuriosita da questo libro!!
RispondiElimina- Irene🐒
Da amante del Giappone non posso perdermelo!
RispondiEliminaDevo recuperarlo assolutamente😍
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